Fermi tutti


I motori a gasolio, sono davvero il (nuovo) nemico pubblico numero uno? Me lo domando da tempo, leggendo le riviste specializzate e non. Il quesito torna prepotentemente alla ribalta in questo periodo, a causa dei blocchi del traffico conseguenti ai ripetuti superamenti del Pm10, ovvero le polveri sottili. Non essendo un chimico, non mi addentrerò negli aspetti scientifici, ma quello che solitamente viene spiegato è che i motori a gasolio siano tra i principali produttori di queste particelle dannose. Il che non è affatto sbagliato, ma incompleto, poiché non viene menzionato per la produzione di Pm10 lo sfregamento di pneumatici e pastiglie dei freni, tutte componenti di cui anche le auto a benzina, ibride, elettriche pare siano dotate.

Ora, lungi da enunciare un peana sui motori a gasolio, cercherò di rimanere nel realismo, cosa assai difficile in queste occasioni, quando si cerca spesso l’annuncio ad effetto, che magari soddisfi una fetta di elettorato. Mi riferisco ad esempio alla città di Torino, in cui vivo, dove dopo un certo numero di giorni di sforamento dei valori, scatta il blocco delle vetture diesel, prima Euro 3, poi Euro 4, infine tutte. Sì, tutte, anche quelle Euro 6B, che in quei giorni non potranno uscire nemmeno dalle vetrine della concessionaria… perché inquinanti. Omologate. In regola. Inquinanti.

Polemismo a parte, ho letto (indagine del Politecnico di Milano, riportata da numerose riviste) che in Lombardia c’è un’incidenza via via maggiore sulle polveri sottili della combustione del pellet, oltre che del riscaldamento delle abitazioni. La somma tra traffico e pellet non raggiunge il livello di produzione dell’industria. Un altro dato: i motori a gasolio Euro 5, quelli di un’ampia fascia di vetture in circolazione (2009-2015) emettono circa l’80% in meno di particelle rispetto agli Euro 4, che già avevano compiuto un grosso balzo in avanti rispetto agli Euro 3. La normativa attuale, Euro6, riduce ulteriormente. Il succo è che i motori stiano già limando al massimo le emissioni e ciò che viene emesso è originato da altro o, perlomeno, anche dalle vetture con propulsione diversa dal gasolio. Con ciò non sostengo l’uso scellerato e smodato delle automobili, ma realisticamente nemmeno criminalizzando l’automobilista ritengo si ottenga un risultato.

Un altro esempio? Il parco bus è mediamente molto vecchio e a gasolio, circola senza sosta e di conseguenza inquina, anche da fermo, dal momento che in molti capolinea il motore non viene nemmeno spento.  Molti taxi (per stessa ammissione dei proprietari, che non sto qui a giudicare) non hanno più il filtro antiparticolato, perché viaggiando a bassa velocità si intasa di frequente e comporta costi e manutenzione, quindi ci sono veicoli che circolano molto ed emettono molto, magari a discapito di vetture Euro 5 o 6 molto recenti che in certe situazioni sarebbero ferme (bloccate). In più, mi si conceda la vis polemica, trovo poco giusto un continuo accanimento nei confronti degli automobilisti, che pagano iva, bollo, tasse su assicurazioni e carburanti, alimentando il gettito che sostiene anche le casse regionali e di riflesso comunali. E’ miope la politica che da una parte criminalizza, ma dall’altra utilizza l’auto come un bancomat. E se un giorno tanti, tutti decidessero di non possedere più l’auto, siamo sicuri che certi conti tornerebbero?

Detto questo, nel mio piccolo, non smetto di utilizzare l’auto, anche se ormai da anni ne razionalizzo al massimo l’uso in città, riducendolo al necessario, cambiando stile di guida ma non cessando di usarla, perché la ritengo uno strumento di libertà individuale. Sarebbero più utili delle politiche indirizzate a obbligare i costruttori di auto e componenti a spingere sulla riduzione degli inquinanti, prima che criminalizzare il singolo, una volta acquistato il bene.

So di aver messo molta carne al fuoco (non di pellet, per carità) e spero di aver spiegato la mia posizione, che vorrebbe meno superficialità e più coraggio nell’affrontare le situazioni, che non cambiano dall’oggi al domani, ma nell’arco di molti anni. E poi se si insistesse sul criminalizzare i motori a gasolio, io mi orienterei volentieri su una Mustang 2.3. Come dite? C’è il superbollo? Allora è vero che si tratta di una congiura…

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Informazioni su aedser

Chi sono? Nasco a Torino il 2 agosto 1976, il giorno dopo l'incidente di Lauda al Nürburgring e lo stesso anno in cui Lucio Dalla pubblica l'album "Automobili". Impiego circa un anno per appassionarmi anche io di automobili. Conservo gelosamente, come Zio Paperone, la mia "numero uno": una Maserati di latta a cui ovviamente sono molto affezionato. Ho praticamente imparato a leggere sui depliant di automobili e non ho quasi mai smesso di collezionarne, con grande gioia di chi mi sta attorno. La mia passione non si è mai arrestata, anzi si è evoluta: pian piano hanno iniziato a interessarmi la tecnica e il design. Mi cibo di riviste, mi piacciono praticamente tutti i "generi" di automobile. Mi piace guidare e parlare di automobili. Mi diverto con i test drive. La mia vita è fatta anche di altro: sono laureato in Architettura, corro e scio con grande soddisfazione, ho una compagna, un figlio e nella mia vita non possono mancare i pastori tedeschi. Se non si fosse capito, difficilmente potrei vivere senza automobili.

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