Pensieri rapidi #24


Su una strada semiperiferica, scatta il giallo mentre sono a pochi metri dalla riga d’arresto e decido, viste le condizioni, di accelerare per superare l’incrocio. Pur non essendo su una Huracàn, la mia turbodiesel fa il proprio lavoro e mi fionda “di coppia” oltre l’incrocio. Trovandomi in modalità “Eco” alzo immediatamente il piede dall’acceleratore e la vettura, più saggia di me, commuta in “veleggio”, per farmi risparmiare energia e combustibile. Il peccato è che qualche centinaio di metri dopo io debba frenare per immettermi in una rotonda, perché diversamente potrei veleggiare a velocità decorosa per altre centinaia di metri ancora. Risultato? Ho sprecato energia, perché non ho capitalizzato il surplus di accelerazione e in più ho anche dovuto frenare, disperdendo e ulteriore energia. Così, come già in altre occasioni, penso al mio stile di guida che negli anni si è giocoforza evoluto, portandomi a privilegiare la guida efficiente, verrebbe da dire a quella deficiente, ma basta etichettarla come poco saggia. Soprattutto in città ormai prediligo la scorrevolezza alle accelerazioni, con un occhio ai semafori e al traffico molto più avanti rispetto a me. Non voglio insegnare nulla a nessuno, tantomeno ergermi a modello di comportamento, ma penso che se tutti facessimo più attenzione a cosa accade 200 metri almeno oltre a noi, la circolazione sarebbe certamente più fluida, senza continui strappi e persino l’inquinamento ne gioverebbe. Poi, sia chiaro, se mi deste un giocattolino tipo Mustang, non garantirei di essere un santo tra tutti i semafori, ma intanto, come ho già detto, l’obiettivo della guida quotidiana è diventato quello di ottenere km di bonus segnalati dal computer di bordo.

Premetto e sottolineo che la politica non c’entra con quanto sto per scrivere. Mi riferisco all’annuncio della sindaca torinese Appendino, risalente ad una decina di giorni or sono, a proposito dell’uso del pugno di ferro da parte dei vigili, rispetto a doppie file e infrazioni varie. Sin da subito ho trovato – mio personalissimo parere – superfluo ancor più che demagogico il messaggio, in primis perché trovo sia poco utile dichiarare come novità ciò che è nel mandato istituzionale di una funzione, perché è come se il provveditore agli Studi rilasciasse un comunicato in cui si afferma la secca volontà di far insegnare ai docenti (è il loro mestiere, lo facciano e basta). In seconda battuta, questo genere di proclama asseconda la fame di giustizia di tutti, salvo poi far emergere il malcontento del singolo, quando puntualmente viene colto in flagrante, inveendo contro il nemico-governo-sistema. Ho esagerato, ma qui giungiamo al terzo punto, forse l’aspetto più divertente della vicenda, ma non meno significativo. Qualche giorno dopo l’annuncio, viene immortalata, ovviamente dagli avversari politici, l’auto blu che ha condotto il vice sindaco ad un incontro pubblico con cittadini e amministratori, parcheggiata sulle strisce riservate ai disabili. Apriti cielo. Ora, sapendo che il vicesindaco non guida quell’auto, mi pare sproporzionato chiederne le dimissioni, ma non mi pare affatto fuori luogo adottare procedure interne alla Polizia Municipale, al Comune e/o a chi istruisce e governa gli autisti. Serverebbe per fissare delle linee guida di comportamento, in modo che il cittadino che osserva le regole non si senta sopraffatto dal potere di chi le infrange, soprattutto se non si tratta di un’emergenza, ma di normale condotta quotidiana. Gli esempi sono importanti. Siccome non mi rimangio quanto scrissi tempo fa, rispetto al concetto di “repressione” nei confronti di chi infrange le regole, per la quale mi dimostrai favorevole, ritengo che vada attuata attraverso una circolare interna agli uffici e non sbandierata come una novità, che ben sappiamo si può estinguere in poco tempo, perché dovrebbe essere una regola. La paura, mia, è di incappare nel solerte vigile interpretato in uno stupendo film di Alberto Sordi, molto ligio, finché non multò il sindaco interpretato da Vittorio De Sica…

Passando ad argomenti ben più faceti, lo scorso Gran Premio del Brasile, di cui non tratterò alcuna vicenda di gara, per non tediare chi legge sulle assurde regole della F1, ha visto il saluto da parte dello sponsor principale della Scuderia Williams, la Martini e Rossi, che per qualsiasi appassionato significa livree su molte auto famose, Lancia, Ford, Porsche, a Felipe Massa. Devo confessare che la formula di sostituire il nome dello sponsor, con il cognome del pilota su tutti i marchi è stata semplicemente geniale, quanto umanizzante per la F1. In più, sullo spoiler posteriore faceva bella mostra la scritta “obrigado” a ribadire il concetto. Sarà stata una decisione furbamente studiata dal marketing, con un risultato di grande effetto, ma voglio far parlare il bambino che è in me, per dire che ogni tanto qualche gesto di sport e di educazione non guasta, soprattutto per un pilota, magari non fuoriclasse, ma veloce ed educato, tanto quanto sfortunato. Non capita a tutti di vincere una gara, l’ultima, laurearsi Campione del Mondo e perdere il titolo pochi secondi dopo perché il pretendente si è classificato quinto, grazie ad un sorpasso ottenuto in maniera molto generosa. Chissà cosa avrà pensato Hamilton in proposito. E chissà Timo Glock…

 

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Informazioni su aedser

Chi sono? Nasco a Torino il 2 agosto 1976, il giorno dopo l'incidente di Lauda al Nürburgring e lo stesso anno in cui Lucio Dalla pubblica l'album "Automobili". Impiego circa un anno per appassionarmi anche io di automobili. Conservo gelosamente, come Zio Paperone, la mia "numero uno": una Maserati di latta a cui ovviamente sono molto affezionato. Ho praticamente imparato a leggere sui depliant di automobili e non ho quasi mai smesso di collezionarne, con grande gioia di chi mi sta attorno. La mia passione non si è mai arrestata, anzi si è evoluta: pian piano hanno iniziato a interessarmi la tecnica e il design. Mi cibo di riviste, mi piacciono praticamente tutti i "generi" di automobile. Mi piace guidare e parlare di automobili. Mi diverto con i test drive. La mia vita è fatta anche di altro: sono laureato in Architettura, corro e scio con grande soddisfazione, ho una compagna, un figlio e nella mia vita non possono mancare i pastori tedeschi. Se non si fosse capito, difficilmente potrei vivere senza automobili.

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