Il foglio bianco


Questo blog è in piedi da diversi anni e scrivo, salvo eccezioni, almeno una volta a settimana. È un impegno, un esercizio di rigore anche interiore, che impone anche di pensare, osservare e si spera, di avere qualche argomento su cui scrivere. Alle volte, non lo nascondo, parto con il panico “da foglio bianco”, perché ciò che ho in mente non è detto che renda una volta scritto o peggio, che sia più di un “pensiero rapido”. Mentre rifletto, mi domando se e quante volte nel mondo dell’automobile si sia presentata tale situazione. Intendo, cioè, le volte in cui si è partiti da un foglio bianco per inventare “ciò che non esisteva”, sapendo, azzardando di entrare sul mercato con un prodotto spiazzante e nuovo.

Possono essere tanti modi di intendere il nuovo cui sto facendo riferimento, di genere, di forma, di tecnologia. Se dovessi pensare agli ultimi 15-20 anni, direi senza dubbio che il nuovo è stato identificato dai suv o dai crossover, praticamente di tutte le taglie, anzi soprattutto nelle taglie più piccole, dove sembrava ovvio che gli acquirenti di una vettura, ad esempio di segmento B, avrebbero ricomprato un’altra vettura di quel segmento, perché le necessità e altri fattori determinanti, li avrebbero spinti a comprare una vettura simile a quella posseduta. Invece? Invece no, perché da qualche anno persino le PoloFiestaClio208 cedono quote alle “sorelle” costruite sulla stessa base meccanica, ma con una forma e un che di novità, che le “alza” da terra e le fa diventare più versatili.

Pensando ancora a qualche genere di vettura “nato” dal foglio bianco, mi si consenta di tornare al genere di suv coupè, “inventato” da Bmw con X6 e seguito per ora solamente da Mercedes con forme praticamente “fotocopia” e in più da Mini Paceman  e da Range Rover Evoque. Citando quest’ultima non si può non pensare ad un suo “folle” modello, ossia la Evoque Cabrio, che fonde due generi parecchio in antitesi – suv e cabriolet, con “l’aggravante” europea del motore a gasolio.

Nella classifica “di quello che non c’era”, non si deve dimenticare la Toyota Prius, presenza ormai abituale del nostro parco auto, ma all’inizio del suo ciclo vitale era “impossibile” guidare qualcosa di simile e mi riferisco all’ibrido prima e all’elettrico poi. In questo campo, in realtà possiamo dire che ogni vettura che si affaccia sul mercato sia un po’ “il foglio bianco”, perché i costruttori stanno inventando quasi dal nulla questi prodotti, cercando la “rottura” con l’auto tradizionale, senza tuttavia “spaventare” più di tanto il cliente, che diciamolo, non è ancora completamente pronto per il salto.

Tornando indietro di qualche anno, mi vengono in mente due “punti di rottura”, in segmenti completamente differenti: Multipla e SLK. Penso ai due modelli, perché Fiat inventò qualcosa di davvero nuovo, formalmente e stilisticamente, anche se in maniera un poco controversa, ma credo che la Multipla meriti il plauso di aver scosso fortemente il settore delle vetture multispazio. Idem per SLK, che pur se anticipata da Peugeot negli anni ’30 del secolo scorso, contribuì se non alla rinascita, al rinvigorimento del settore delle vetture aperte per numerosi anni, in cui la soluzione del tetto rigido spopolò in molti segmenti.

Se poi pensassi “all’invenzione” come classificazione di genere, potrei ancora aggiungere il retrò-moderno, in cui inserirei Mini, 500 e in misura diversa per noi europei New Beetle, che oggi vivono di un successo a dir poco consolidato e inattaccabile, tanto da essere diventati brand autonomi.

Come spesso sostengo, c’è ancora e sempre molto da inventare, reinventare e scoprire ed è questo il bello del ragionare al futuro. Rimanendo in tema con il mio post mi sento di azzardare una possibile direzione di novità futura: l’ibrido o l’elettrico nei pick up, che da noi stanno tra l’altro vivendo un buon momento commerciale e la diffusione delle stesse tecnologie nei veicoli commerciali leggeri. Se invece dovessi pensare ad un mio desiderio di apporto tecnologico, punterei certamente sull’aumento massiccio di guida assistita e autonoma per i mezzi pesanti, troppo spesso causa di incidenti, molti dei quali sarebbero evitabili già con la tecnologia di cui disponiamo.

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Informazioni su aedser

Chi sono? Nasco a Torino il 2 agosto 1976, il giorno dopo l'incidente di Lauda al Nürburgring e lo stesso anno in cui Lucio Dalla pubblica l'album "Automobili". Impiego circa un anno per appassionarmi anche io di automobili. Conservo gelosamente, come Zio Paperone, la mia "numero uno": una Maserati di latta a cui ovviamente sono molto affezionato. Ho praticamente imparato a leggere sui depliant di automobili e non ho quasi mai smesso di collezionarne, con grande gioia di chi mi sta attorno. La mia passione non si è mai arrestata, anzi si è evoluta: pian piano hanno iniziato a interessarmi la tecnica e il design. Mi cibo di riviste, mi piacciono praticamente tutti i "generi" di automobile. Mi piace guidare e parlare di automobili. Mi diverto con i test drive. La mia vita è fatta anche di altro: sono laureato in Architettura, corro e scio con grande soddisfazione, ho una compagna, un figlio e nella mia vita non possono mancare i pastori tedeschi. Se non si fosse capito, difficilmente potrei vivere senza automobili.

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