Pensieri rapidi #11


Riapro il blog con un pensiero per Jules Bianchi, che ci ha lasciati durante la mia pausa estiva. Il mio è un ricordo da appassionato di Formula 1, da uomo dispiaciuto che si debba lasciare questo mondo a 26 anni non ancora compiuti. Confesso senza ipocrisia di non essere mai stato un suo tifoso, perché i piloti relegati nei team minori non godono di grande attenzione, ma ricordo molto bene il suo ottimo piazzamento a Montecarlo, nell’ultimo gran premio da lui disputato nel 2014, con una macchina certamente inferiore a molte.

Sulle modalità e sulle corresponsabilità di questo incidente si è discusso lungamente e non aggiungerò nulla, se non che purtroppo sia stato l’esito di una serie di errori concatenati e che nella massima disciplina motoristica si suppone che dovrebbero accadere. In particolare, non così tanti e non tutti insieme. Ho seguito e cercato sulla stampa quante più notizie sul suo stato di salute, forse perché le coincidenze mi hanno reso più sensibile: stavo diventando papà ed ero forse emotivamente più disposto e poi perché Jules è un “leone di agosto” , come me (nato il giorno dopo) e ci ha lasciati il 17 luglio, giorno del mio onomastico.

Lo so, le coincidenze esistono perché andiamo a cercarle e di conseguenza non ci lasciano indifferenti. E’ certo che la sua vita si fosse fermata in quel pomeriggio del 5 ottobre 2014, anche se il suo corpo ha continuato a lottare fino a luglio. Pare che per lui fosse definito un percorso che lo avrebbe portato in Ferrari e purtroppo tutto questo rimarrà per sempre nel campo delle cose non realizzate. Resta l’amarezza di vedere la morte durante quello che è sport e divertimento, anche se non finirò mai di ribadire un concetto conosciuto agli appassionati: “motorsport is dangerous”. Un pilota lo sa, non ci pensa, perché cerca di fare tutto il possibile per essere preparato, ma purtroppo l’imponderabile esista. Ciao Jules, corri veloce, lassù.

Tornando ad argomenti più frivoli e poco scientifici, ho constatato durante le vacanze estive al mare, una tendenza a mio avviso significativa. Le auto straniere da me notate e, dopo un po’ cercate, soprattutto quelle premium, erano mediamente meno accessoriate delle nostre. Mi rendo conto che statisticamente non si possa dar valore a quanto stia affermando, ma mi offre lo spunto per constatare che noi italiani, e mi ci metto a pieno (ahimè) titolo, siamo particolarmente attratti dagli optional, in particolar modo sulle vetture sfiziose. Non so dare una spiegazione sociologica a tutto ciò, pur se all’italiano, rispetto a molti altri popoli europei interessi parecchio l’aspetto estetico ed esteriore, dunque l’auto rientra tra gli oggetti con cui ci piace essere “a posto”.

Del resto, ma questa non è una scoperta, ogni mercato nazionale ha preferenze specifiche, più quelle che io definisco indotte dal marketing e che spesso fanno presa anche su di me. Ormai, faccio un esempio, vedere una vettura di segmento D senza fari allo xeno in Italia è un fenomeno quanto mai strano, o così ci viene fatto credere, mentre di Bmw e Volkswagen con targa tedesca o olandese e “volgari” lampade alogene, non è stato raro incrociarne. Ho citato giusto uno degli elementi più macroscopici, ma lo stesso potrei dire per ruote e interni. E’ davvero il caso di dire “paese che vai, usanza che trovi”.

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Informazioni su aedser

Chi sono? Nasco a Torino il 2 agosto 1976, il giorno dopo l'incidente di Lauda al Nürburgring e lo stesso anno in cui Lucio Dalla pubblica l'album "Automobili". Impiego circa un anno per appassionarmi anche io di automobili. Conservo gelosamente, come Zio Paperone, la mia "numero uno": una Maserati di latta a cui ovviamente sono molto affezionato. Ho praticamente imparato a leggere sui depliant di automobili e non ho quasi mai smesso di collezionarne, con grande gioia di chi mi sta attorno. La mia passione non si è mai arrestata, anzi si è evoluta: pian piano hanno iniziato a interessarmi la tecnica e il design. Mi cibo di riviste, mi piacciono praticamente tutti i "generi" di automobile. Mi piace guidare e parlare di automobili. Mi diverto con i test drive. La mia vita è fatta anche di altro: sono laureato in Architettura, corro e scio con grande soddisfazione, ho una compagna, un figlio e nella mia vita non possono mancare i pastori tedeschi. Se non si fosse capito, difficilmente potrei vivere senza automobili.

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